24 Ore di Daytona – Un grande potenziale inespresso

28 gennaio 2018

24 Ore di Daytona – Un grande potenziale inespresso

Daytona, 28 gennaio 2018 – Un potenziale notevole inespresso, parti di gara a livello dei migliori ma un risultato finale insoddisfacente. Così può essere riassunta in estrema sintesi la 24 Ore di Daytona 2018 in chiave Ferrari.
 
GTLM. In classe GTLM la vettura numero 62 di Risi Competizione, affidata James Calado, Davide Rigon, Alessandro Pier Guidi e Toni Vilander, è stata protagonista della prima metà di gara. Vilander è partito senza forzare ma alla quarta ora era nel gruppo di testa, alla rincorsa delle due velocissime Ford. Nonostante diversi guai, tra cui un problema con la rete di sicurezza in abitacolo, una foratura e la sostituzione di una portiera, la 488 GTE se la giocava per il podio. All’altezza di metà gara un guaio tecnico ha fatto perdere sei giri al team che, non aiutato dalla pressoché totale assenza di neutralizzazioni, non ha più potuto recuperare e si è dovuto accontentare della quinta posizione. A riprova del potenziale della vettura resta il giro più veloce della corsa, ottenuto in 1’44”008 da James Calado nel primo terzo di gara.
 
GTD. In classe GTD i rammarichi sono stati anche maggiori, visto che la Ferrari poteva contare su una prima fila monopolizzata in qualifica. L’auto numero 82 di Risi Competizione aveva preso il comando della corsa grazie a un velocissimo Miguel Molina ma la gara del team di Houston è stata condizionata da un guaio al rifornimento verificatosi nella prima parte di corsa. La vettura è rientrata ai box ma un problema al bocchettone ha fatto schizzare sulla vettura del carburante che, finito su parti incandescenti, ha preso fuoco compromettendo il resto della competizione. L’auto ha terminato la corsa con Molina che si è alternato a Matt Griffin, Martin Fuentes, Santiago Creel e Ricardo Perez De Lara. Alla fine è arrivato un 17° posto. La vettura numero 63 di Scuderia Corsa è stata protagonista nelle prime fasi di gara fino a quando un guaio tecnico ha fatto perdere a Balzan-MacNeil-Jeannette-Segal nove giri che sono stati recuperati solo parzialmente. I quattro sono giunti decimi. Con i primi fino alle 8 del mattino è stato anche l’equipaggio della Ferrari 51 di Spirit Of Race, costretta al ritiro dopo un’uscita di pista di Paul Dalla Lana che ha provocato troppi danni per continuare GT3. La migliore delle Ferrari alla fine è stata la numero 64 di Scuderia Corsa, paradossalmente la vettura che aveva sofferto di più in qualifica: Sam Bird, Frankie Montecalvo, Bill Sweedler e Townsend Bell sono risaliti dal 14° al quinto posto conclusivo dimostrando una volta di più le potenzialità della vettura, un grande potenziale sfortunatamente inespresso. La vittoria assoluta è andata alla Cadillac di Joao Barbosa, Filipe Albuquerque e Christian Fittipaldi.