Helmet Story: Miguel Molina
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Helmet Story: Miguel Molina

Maranello | 19 maggio 2020

Il disegno del casco di un pilota, a volte, evolve nel corso del tempo mentre in altri casi rimane fondamentalmente lo stesso dagli esordi. Quest’ultima è la filosofia seguita da Miguel Molina per lo schema adottato per il suo casco, sostanzialmente invariato da quando mosse i primi passi nei kart.

Il disegno del mio casco, già dalla prima gara disputata in kart, è quello che utilizzo ancora oggi, soprattutto per quanto riguarda i tre colori principali – blu, fucsia e bianco – che ho usato sin dal mio esordio”. L’ideazione della grafica fu opera dello stesso Miguel che, tuttavia, non si ispirò ad un casco in particolare. “All’epoca non c’era un casco che mi piacesse particolarmente e non mi sono mai ispirato a quello indossato dai piloti famosi per il mio. Nel creare il disegno ho tratto qualche spunto da ciò che vedevo nei kartodromi, ma niente di particolare. L’unica cosa che contava davvero, per me, era il colore della parte superiore della calotta che doveva essere bianca, per essere più riconoscibile in pista”.

Nel corso della sua carriera, anche lo spagnolo è stato costretto a rivedere il disegno del suo casco in funzione dello sponsor principale del team, pur mantenendo alcuni punti fermi come, appunto, la calotta bianca. “Quella parte del casco non è mai cambiata, mentre avevo deciso di sostituire il fucsia con il rosso per cercare di farlo amalgamare meglio con i nuovi colori. Tuttavia, questa scelta è durata poco, dal momento che sono tornato a privilegiare il fucsia”.

Dallo scorso anno, invece, Miguel adotta una vernice opaca per il suo casco al posto di quella tradizionale lucida. Una scelta che nasce dal passato ma che soddisfa il pilota di Barcellona. “Avevo già usato un casco opaco nel 2010 e all’epoca mi era piaciuto molto. Due anni fa, con i ragazzi della Bell, ho deciso di tornare ad adottare una verniciatura di questo tipo e devo dire che il risultato finale mi piace davvero, tanto che penso di mantenerlo anche per il futuro”.


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