GTWC, la cronaca della gara di Imola
GT World Challenge Europe

GTWC, la cronaca della gara di Imola

Imola | 26 luglio 2020

Partenza prudente. Al via, nonostante il gruppo di 46 vetture pronte a confrontarsi al Tamburello, non si registravano incidenti e Calado poteva difendere la sua seconda posizione dagli attacchi di Marciello, mentre Molina saliva in ottava piazza. A centro gruppo, dove la prima curva dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari generava non poche apprensioni, Chris Froggatt manteneva la prima posizione, mentre Niek Hommerson prima si portava in terza piazza e quindi in seconda. Dopo otto minuti dal via della corsa, prima fase di Full Course Yellow a causa di un incidente alla Mercedes di Christian Hook. Conclusa la Full Course Yellow, la Safety Car entrava in pista per compattare il gruppo e consentire ai piloti di riportare in temperatura le gomme, con la bandiera verde sventolata a due ore e 38 minuti dal termine. Dopo aver resistito un giro difendendosi dagli attacchi di Marciello, Calado era costretto ad arrendersi cedendo la posizione nel corso del decimo giro.

FCY bis. La seconda fase di Full Course Yellow arrivava pochi minuti più tardi, a causa di due contatti quasi contemporanei che coinvolgevano quattro vetture, due in uscita dalla Tosa e due alla Rivazza. Neppure un giro più tardi la ripartenza dietro la Safety Car, avvenuta nel corso del 19esimo passaggio, una nuova sessione di Full Course Yellow condizionava la corsa, questa volta a causa di un contatto multiplo nelle fasi di ripartenza in discesa verso la Rivazza. Dell’episodio approfittava Niek Hommerson per lasciare il volante a Louis Machiels che occupava la seconda posizione provvisoria tra i Pro-Am. Un giro più tardi tutti i team imitavano la numero 52 di AF Corse, creando non poca confusione in corsia box. La fase veniva sfruttata al meglio dalle due Ferrari di classe Pro che si portavano al comando della corsa. Se sulla numero 51 di AF Corse prendeva il volante Nicklas Nielsen, sulla 488 GT3 Evo 2020 di SMP Racing saliva Sergey Sirotkin. Nella classe Pro-Am, Hui ereditava da Froggatt la prima posizione, mentre Machiels ripartiva dalla quarta e Mastronardi, che aveva sostituito Ehret, dalla sesta. Allo scoccare della prima ora di gara, la bandiera verde tornava a sventolare per segnare la ripresa delle ostilità.

Sotto attacco. L’assenza di ulteriori interruzioni consentiva a Kelvin Van der Linde di sfruttare la superiore velocità dell’Audi per superare molto rapidamente tanto Sirotkin quanto Nielsen per portarsi al comando. Per le due Ferrari era impossibile quanto inutile cercare di resistere, con oltre metà gara ancora da disputare. In Pro-Am, la fase centrale della corsa proponeva Rino Mastronardi in ottima progressione ed in terza posizione, mentre Hui, dopo un avvio difficile di stint, occupava la quarta posizione e Machiels la settima.

Sanzioni. A metà gara, con Nielsen in seconda posizione, i commissari sanzionavano la numero 51 con un drive-through per aver superato il limite di velocità dietro la Safety Car durante il turno di guida di Calado. Il danese, che effettuava il passaggio in pit-lane nel corso del 44esimo passaggio, rientrava in quattordicesima posizione. La vettura di AF Corse non era l’unica a subire una sanzione dal momento che anche quella di Sky Tempesta Racing e di Rinaldi Racing erano costrette a scontare un drive-through per lo stesso motivo. Queste decisioni cambiavano il volto della classifica tra gli equipaggi Pro-Am, anche se l’ultima sosta prevista mescolava ulteriormente le carte.

Sosta lunga. Una sosta particolarmente lunga da parte di SMP Racing faceva retrocedere in classifica la 488 GT3 Evo 2020, portandola in 22esima posizione. A poco meno di un’ora dal termine, quando tutti i team avevano effettuato i pit stop, la classifica proponeva la Ferrari di Pier Guidi nona, mentre quella di Rigon ventunesima. Tra i Pro-Am, Daniel Keilwitz guidava il tentativo di rimonta per la zona podio delle rosse, seguito da vicino da Edward Cheever, mentre Andrea Bertolini era costretto a risalire dalla settima piazza.

Un contatto tra la Bentley di Maxime Soulet e la Mercedes di Fabian Schiller alla Rivazza, a 48 minuti dalla bandiera a scacchi, determinava una nuova sessione di Full Course Yellow e la successiva Safety Car che ricompattava il gruppo. La gara riprendeva a 35 minuti dal termine, con il tentativo di rimonta di Pier Guidi frustrato dal grande traffico derivato dalla scarsa possibilità di superare sul tracciato imolese.

Ancora FCY. Mentre Cheever passava Keilwitz e si portava in seconda posizione complice il testacoda di Karim Ojjeh, tornava ancora una volta protagonista la Full Course Yellow. In questo periodo, veniva comunicato l’investigazione per “blocking nella pit lane” per la vettura numero 72, trasformato in drive through qualche minuto più tardi.

La ripartenza avveniva con solo dieci giri di lancette a disposizione dei piloti per determinare l’ordine di arrivo finale, ma la natura del tracciato impediva scossoni alla graduatoria. La bandiera a scacchi sanciva il settimo posto nella classe Pro della 488 GT3 Evo 2020 di AF Corse numero 51 e il quindicesimo per la numero 72 di SMP Racing. Nella classe Pro-Am, secondo posto per Sky Tempesta Racing, con Chris Froggatt, Edward Cheever e Jonathan Hui, nonostante il drive through scontato a metà gara. Quarto posto per Rinaldi Racing e quinto per la seconda vettura di AF Corse, la numero 52. La corsa è stata vinta da Bortolotti-Van der Linde-Vaxiviere su Audi.


Drivers