Helmet Story: Davide Rigon
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Helmet Story: Davide Rigon

Maranello | 18 giugno 2020

A volte un casco brilla per uno schema che unisce colori a forme o scritte diverse tra loro, a volte per il trattamento delle superfici. Quello di Davide Rigon, pilota ufficiale di Ferrari Competizioni GT, spicca per la sua finitura cromata che lo rende immediatamente riconoscibile nel paddock del FIA WEC, Asian Le Mans Series o dei campionati SRO. La particolare lavorazione del fondo del suo casco risale alla stagione 2018, dopo aver usato in occasione della Le Mans 2017 una finitura opaca.

Devo dire che il risultato finale ottenuto con la vernice opaca era veramente bello”, spiega Davide, “ma richiedeva troppe attenzioni e una pulizia continua. Per questo motivo ho deciso di passare alla cromatura che, tra le altre cose, rende il casco spettacolare soprattutto quando lo si osserva da vicino e sotto il sole”. Il trattamento cromato è l’ultimo step di un percorso che parte dall’epoca in cui il veneto correva in kart. “Come molti altri piloti che si avvicinavano al kart”, continua Davide, “anche io utilizzavo un casco bianco perché non potevamo spendere soldi ulteriori per farlo aerografare. Tuttavia, grazie all’utilizzo di strisce adesive grigie e rosse riuscivo a personalizzarlo e dunque a distinguermi”. Con il passaggio alle monoposto anche il casco iniziò il suo percorso agonistico. “Di base mi è sempre piaciuto avere un casco dal disegno semplice ed ordinato, lo definirei ‘puro’. Mi piace l’idea che il mio casco si distingua da quello degli altri che, abitualmente, sono molto colorati. Per questo ho optato per un colore principale inconsueto, come il verde; a me piace molto e, con la base cromata, secondo me è spettacolare”.

Lo schema è un affare di famiglia, come racconta Davide. “Il disegno del mio casco è stato realizzato assieme a mia moglie, perfezionato quindi da una sua amica che fa la designer. Abbiamo creato questa grafica che ci piace molto e la utilizziamo da tre anni, apportando a volte piccoli cambiamenti in alcuni dettagli, ma mantenendo inalterata la base. Per me, nel suo disegno, il casco deve trasmettere il concetto di ordine, aerodinamica, fluidità e velocità, ispirandosi nelle linee a quelle di un’ala. Per quanto riguarda i colori, oltre al verde, ci dev’essere un tocco di rosso, per omaggiare la Ferrari, e il bianco, che mi permette di richiamare il nostro tricolore”.

La volontà di distinguersi dagli altri ha spinto Rigon a non riprendere nel disegno elementi presenti in caschi di piloti famosi di altre epoche sebbene, anche nel suo caso, uno sguardo al passato offre l’ispirazione per dettagli da applicare nel presente. “Mi sono sempre piaciuti molto i dettagli del casco di Michael Schumacher, in particolare quelli della calotta quando aggiungeva le stelle ad ogni mondiale vinto. Quella è stata una fonte di ispirazione. Ogni casco rappresenta un pilota, per questo ho sempre cercato un disegno che mi permettesse di distinguermi dagli altri. Ovviamente se vedevo un particolare di un altro casco che mi piaceva particolarmente, cercavo di adattarlo alla mia grafica, ma ho sempre cercato di rispettare il casco degli altri ed averne uno mio che mi rappresentasse”.


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