Sakhir, un gioiello tra le dune
Ferrari Challenge Europe

Sakhir, un gioiello tra le dune

Sakhir | 14 febbraio 2019

Per la prima volta nella sua storia il Ferrari Challenge fa tappa presso il Bahrain International Circuit, tracciato che dal 2004 ospita anche una gara del mondiale di Formula 1. Disegnato dall’architetto Hermann Tilke, sorge nella periferia dalla capitale Manama ed ha uno sviluppo di 5.412 metri. La pista è stata costruita tra le dune del deserto e, per evitare che la sabbia finisca sul manto di asfalto pregiudicandone l’aderenza, è stata impiegata una speciale resina che viene periodicamente utilizzata per trattare le aree circostanti.

Asfalto abrasivo. La conformazione del circuito lo rende interessante dal punto di vista del pilotaggio, sia per la varietà di curve quanto per le differenze di altimetria che impegnano il telaio e gli pneumatici. Questi ultimi sono messi a dura prova anche dall’asfalto piuttosto abrasivo che, unito alla temperatura ambientale solo in parte mitigata dall’orario serale della gara, rende impegnativa la gestione degli pneumatici.

495 lampioni. La prima parte della pista si caratterizza per lunghi rettilinei e punti di sorpasso, dove i freni vengono messi a dura prova. Nella seconda parte, quella più guidata, una sequenza di curve di raggio diverso permette ai piloti più dotati tecnicamente di fare idealmente la differenza. La terza parte, quella conclusiva, offre un mix delle precedenti, con allunghi e curve tecniche che possono offrire o creare opportunità di sorpasso. Il Bahrain International Circuit, sin dalla sua inaugurazione, si è distinto per la qualità e la modernità delle strutture di cui è dotato. L’impianto per l’illuminazione , ad esempio, può contare su 4500 lampade distribuite tra 495 lampioni per collegare i quali sono stati stesi oltre 500 chilometri di cablaggi.

Curve senza nome. Una curiosità: le curve del tracciato non hanno nomi ufficiali che contraddistinguono abitualmente le piste di tutto il mondo, ad eccezione della curva 1, ossia il tornantino al termine del rettilineo principale. Dal 2014, infatti, è stata dedicata a Michael Schumacher.


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